Andare a trans: a chi piace e perché

Fare sesso con un trans è un’esperienza che, una volta provata, non si dimentica più e vorresti ripeterla quanto prima.

C’è chi, però, si pone delle domande in merito all’andare a trans, limitando il proprio istinto per paura di conoscere un lato di sé che la società ha difficoltà ad accettare. O, ancora, può essere semplicemente che tu ti ponga dei quesiti sull’argomento proprio perché ne sei attratto e vorresti fare parte di questo mondo, in un modo o nell’altro.

Questo approfondimento mira a fare chiarezza sull’argomento, affrontando i seguenti punti:

  • L’identikit di chi ama i transessuali
  • Mi piace fare sesso con i trans: sono gay?
  • La psicologia di chi ama andare a trans

L’identikit di chi ama i transessuali

Basta iscriversi ad uno dei  siti di incontri con transessuali per capire quanto sia esteso il fenomeno, anche se l’identikit del soggetto amante dei trans resta più o meno invariato, anche se compreso in un range di possibilità molto ampio.

In genere, possiamo dire chi ama andare con i trans ha una cultura ed un reddito medio-alti, una vita normale con moglie e figli, nonché gusti sessuali alquanto nella norma, ma con molta voglia di sperimentare.

Mi piace fare sesso con i trans: sono gay?

È uno dei luoghi comuni legati al caso, un mito che va decisamente sfatato: chi è attratto dai trans, non è gay e non ha nessuna omosessualità latente alla quale sopperire.

Certo, possono esserci dei casi in cui ciò sia reale, ma è una percentuale decisamente risibile.

Così come ci conferma anche lo psicologo e psicoterapeuta Antonio di Palma sul suo blog, i ginandromorfofili sono generalmente eterosessuali, al limite bisessuali, ma davvero raramente si assiste all’eventualità di soggetti gay interessanti ai trans.

Il fatto che anche molti giovanissimi siano intrigati dai trans, è un motivo in più per sottolineare il fatto il binomio gay-trans non abbia valore, ma che si ponga semplicemente come una delle tante sfumature legate all’ambito sessuale.

La psicologia di chi ama andare a trans

Per definire al meglio il concetto su espresso, è necessario parlare della psicologia di chi predilige fare sesso con un trans.

Il transessuale viene scelto principalmente per la sua accentuata femminilità, per delle caratteristiche fisiche molto più pronunciate rispetto ad una normale donna: labbra e seni molto grossi, glutei rimodellati, trucco accentuato e molto appariscente, capelli e/o parrucche acconciate in maniera particolare, altezza importante, gambe lunghissime e così via.

Di fatto, intriga la donna iper femminile, che però al momento giusto sa essere anche attiva sessualmente grazie alla presenza degli organi genitali maschili.

Ciò dà all’uomo una maggiore sicurezza di sé, limando l’ansia da prestazione e contrastando la disfunzione sessuale che questa può causare. In pratica, stimolato maggiormente da una donna molto femminile e molto sexy, l’uomo eterosessuale vive un maggior desiderio e trasporto, riuscendo a vivere più serenamente l’amplesso sessuale, evitando di fare cilecca.

Per alcuni, può anche essere un modo per vivere la propria bisessualità in maniera diversa, forse più piena, andando a letto con una persona che incarna entrambi i generi e, dunque, godere di un’esperienza speciale.

Non è un caso, infatti, che anche le coppie possano decidere di fare sesso con un trans, un modo per esplorare ulteriormente la propria sessualità in un treesome davvero originale.

Come sempre quando si parla di sesso, dare delle etichette è deleterio quanto non necessario. Anche se c’è da sottolineare che, ad oggi, la ginandromorfofilia (dal greco γυναικός, gynaikós = donna; ἀνδρός, andrós = uomo; μορϕή, morfí = forma; φιλία, philía/filia = amore/amicizia) è ancora iscritta quale parafilia e non una semplice sfumatura della sessualità.

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